Essere ottimisti: come insegnarlo ai bambini

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Si è detto tanto su cos’è o cosa non è l’ottimismo. Per un pessimista, l’ottimista non è altro che un illuso che vive con la testa fuori dalla realtà. L’ottimismo però è qualcosa di diverso, queste persone riconoscono i problemi della vita e ne prendono atto, ma non li affrontano come se fosse un disastro e non si dicono frasi “non finirà mai”.

Una persona ottimista si dice vive meglio, proprio perché sa prendere le cose per quelle che sono senza costruirci sopra castelli di paura, di negatività e di sconforto. Essere ottimisti quindi è un dono ed è qualcosa che probabilmente vuoi insegnare a tuo figlio. Il modo migliore con cui puoi farlo è dargli il buon esempio e prendere tu stessa la vita con ottimismo. Ci sono comunque tante piccole strategie che puoi mettere in atto. Vediamole!

Come insegnare ai bambini a essere ottimismi

Una persona ottimista non si scoraggia mai davanti alle difficoltà, vede sempre del positivo anche quando le giornate sono molto grige. Questo perché sa che è solo una fase e può superarla. L’ottimista affronta la vita con uno spirito di positività sicuramente invidiabile e non ci sono dubbi sul fatto che si tratti di una qualità.

Capisci come ragiona tuo figlio

I bambini già da piccoli possono avere alcuni comportamenti che indicano una tendenza alla negatività. Puoi accorgerti che ha questi comportamenti nei confronti della scuola, delle amicizie e non solo. Ciò significa che prima di tutto devi riuscire a capire come vede le cose il tuo bambino e solo dopo potrai agire di conseguenza. Se tende a scoraggiarsi facilmente e a essere “un po’ catastrofico” allora avrai un po’ più lavoro da fare rispetto a un bambino tendenzialmente già ottimista.

Quando tuo figlio ha una visione pessimistica della vita devi abituarlo un po’ alla volta a reagire in modo meno catastrofico, a fargli vedere con esempi pratici e racconti che si tratta di situazioni momentanee e se affrontate con il giusto impegno può superarle in poco tempo, senza grandi scossoni.

Non esiste la sfortuna

Anche un ottimista può avere un periodo di sconforto. E’ normale. Alcune difficoltà sono più dure da digerire. Un pessimista nota tutte le difficoltà come un susseguirsi di problemi che lo rendono fondamentalmente una persona sfortunata. C

Un pensiero che porta a essere ancor più negativi. Se noti che tuo figlio si sente un po’ sfortunato perché prende molto a cuore i piccoli eventi negativi della vita, tu devi fare in modo che acquisisca di nuovo più sicurezza, portandolo a vivere belle esperienze e soprattutto mostrargli quanto invece è fortunato ad avere ciò che ha.

Andare avanti

C’è sempre una soluzione, spesso però non è quella che desideri oppure non è particolarmente evidente. Ecco che questo concetto devi farlo entrare bene nella mente di tuo figlio.

Mostragli quando si trova davanti a un problema che lo abbatte e lo fa immobilizzare come può risolverlo. Mostrali varie strade alternative e chiedigli anche di far caso dopo quanto tempo, il problema che sembrava impossibile da superare, è stato superato.

Affidare loro dei compiti

Un bambino non vede l’ora di dare una dimostrazione ai propri genitori su quanto è bravo. Tu, in quanto mamma, puoi assegnarli ogni giorno un compito. Una volta che tuo figlio lo porta a termine sarà premiato ma soprattutto potrà essere soddisfatto di se stesso. Questo non farà altro che far aumentare la sua autostima.

Delle volte si cerca di non stressare i bambini con compiti extra, però in realtà se dai loro alcuni compiti lo aiuti e tanto a formarsi, a essere responsabile, a capire che può raggiungere da solo gli obiettivi e risolvere piccoli problemi. Si accorge di quanto è piacevole fare tutto ciò.

Non lamentarti ad alta voce

Devi essere tu a dare il buon esempio per prima. Smetti come prima cosa di lamentarti sempre ad alta voce. Se tuo figlio sente che ti lamenti sempre per un incontro poco piacevole, per il lavoro duro, per la cena un po’ bruciata, per la casa poco pulita etc. Anche il bambino di riflesso tende a vedere più gli aspetti negativi di quelli positivi.

Quando parli cerca piuttosto di evidenziare le cose positive che ti sono accadute, metti l’accento su ciò che di più piacevole hai vissuto durante la giornata.

Mai fare troppe pressioni

Ok incoraggiare, va bene aiutare ma non fare troppe pressioni! Altrimenti il bambino non lo aiuti affatto. Ci sono traguardi che possono essere raggiunti in una settimana come in venti giorni. L’importante è comunque dare il tempo necessario al piccolo di capire come risolvere quella determinata situazione. Gli esempi possono essere praticamente infiniti, si parte dall’allacciarsi le stringhe, all’andare in bicicletta. Insomma dipende da tante cose, tra cui l’età che ha tuo figlio.

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