Autostima dei bambini: che cosa possono fare i genitori per aumentarla?

È estremamente importante crescere un bambino con una buona autostima, sicuro di sé e delle sue possibilità. I genitori hanno un ruolo fondamentale in questo senso, giacché è da loro che dipende la formazione, anche psicologica, dei loro figli.

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Viviamo in un periodo storico di grande crisi, in cui il pessimismo dilagante ha come prime vittime proprio i più giovani, che assorbono tutto e metabolizzano la negatività, spesso senza dare segni evidenti nell’immediato, ma con gravi ripercussioni successive che si manifestano con il tempo, nello sviluppo psicologico e comportamentale in età più matura.

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Un bambino sicuro è un bambino autonomo, capace di sperimentare e di camminare con le proprie gambe, capace di sbagliare e di imparare da questi stessi errori. La ricerca e la conquista di una personalità propria è alla base di un carattere decisionista, che nell’età adulta sarà il miglior compagno di un uomo o di una donna resiliente, che davanti ai problemi non scappa ma li affronta, cercando sempre di trovare la soluzione migliore per riuscire.

Sei, quindi, tu il primo elemento per la costruzione dell’autostima di tuo figlio, il pilastro portante su cui deve basarsi la sua personalità. Sei il suo esempio e la sua guida, il faro della sua vita e se già in tenera età inizierai a educarlo in una determinata maniera, conducendolo verso la strada della presa di coscienza del suo essere, allora quando sarà adulto vedrai maturare dei bellissimi frutti da quell’arbusto ancora esile che stai curando con tanto amore.

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Ma come fare per accrescere l’autostima di tuo figlio? Ci sono alcuni consigli, alcuni comportamenti, che puoi mettere in atto per aiutarlo a crescere nel migliore dei modi.

Scegli la via dell’amore incondizionato

Dagli amore incondizionato. Ti sembrerà banale, e forse per un genitore lo è, ma questa è davvero la prima regola. L’amore incondizionato per un figlio, un padre e una madre ce l’hanno dentro, è innato, è un sentimento animale istintivo che non si può reprimere.

Tuttavia, molti genitori tendono in qualche modo a smorzare le manifestazioni d’affetto nei confronti dei figli. Un bambino che si sente accettato per quello che è, che non percepisce in nessun modo qualcosa di diverso dai suoi genitori, è un bambino che cresce con delle sicurezze; è ovvio che ogni genitore sogna il meglio per suo figlio, che ha delle aspirazioni elevate per il suo futuro, ma non deve fare in modo che queste pesino sulla crescita del figlio.

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Anche tu vorresti un figlio medico, avvocato, architetto, un figlio che abbia il massimo successo e riconoscimento nella sua vita, vorresti che da piccolo fosse sempre il primo nelle competizioni, il più bravo a scuola e in ogni cosa si cimenti. Ma se così non fosse, non farne un dramma, non caricarlo di responsabilità e fagli capire che lo ami lo stesso, anche se non arriva primo, diglielo chiaramente.

Frasi come ‘Ti voglio bene per come sei, qualunque cosa tu faccia non cambierà mai’ sono fondamentali per la sua corretta crescita. Non dirgli mai che è un bambino cattivo, anche se fa una marachella o non ubbidisce a quanto gli hai detto, anche se pensi sia per il suo bene, quelle parole segnano profondamente la psiche dei bambini e restano come delle cicatrici profonde nel loro processo di crescita, influenzandone l’autostima.

Prova, invece, a utilizzare un metodo di rimprovero più adulto, spiegagli perché certe cose non vanno fatte e quali sono le conseguenze a cui può andare incontro. I bambini sono molto più adulti di quanto possiamo pensare.

Stabilisci dei paletti

Ponigli dei limiti. Una delle cose più difficili per un genitore è dover dire no al proprio figlio. Quante volte ti sei lasciato trasportare dai suoi occhioni dolci, ti sei lasciato convincere dalla sua insistenza, cedendo alle sue richieste, spesso esagerate.

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Hai sbagliato, sai perché? I bambini quando fanno così vogliono innanzitutto capire quali sono i limiti entro cui possono muoversi, quali sono i paletti che devono rispettare per restare all’interno di uno spazio di sicurezza. Se tu sposti questi paletti di volta in volta più avanti, crei in lui la percezione di poter fare sempre e comunque quello che vuole. A te possono sembrare dei sì innocui ma in realtà, soprattutto se non dici mai di no e se cambi idea per un po’ di insistenza, non è così.

Se in casa tua c’è la regola che la merenda va consumata in cucina e non sul divano, non devono esistere eccezioni: la merenda deve essere sempre consumata in cucina, poi si va sul divano; tanto meno devi essere tu a chiedergli di andare a mangiare da un’altra parte, solo perché per una volta hai necessità di avere quello spazio a tua disposizione.

Se tuo figlio può guardare la tv per un’ora al giorno, questo dev’essere il tempo sempre dedicato a questa attività, perché se un giorno gli concedi 5 minuti in più, il giorno dopo te ne chiederà 10, poi 20 e così via, per la tv come per tantissime altre cose. I bambini devono sapere che certe regole sono inderogabili, perché questo è anche un’importante mattone per la loro personalità, per la loro sicurezza. Ovviamente, le regole devono essere coerenti e, soprattutto, ragionevoli.

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Se il bambino ha 8/10 anni potete anche pensare di ragionarci con lui, per stilare insieme un elenco che venga incontro a entrambi, in modo tale che il bambino non cresca con l’idea che le regole siano solo una noiosa sfilza di imposizioni che, prima o poi, si sentirà in diritto di infrangere.

Insegnagli a sbagliare e a rialzarsi quando cade

Fallo sbagliare. Da genitore sembra una pazzia, eppure lasciare che il bambino corra qualche rischio, che il bambino sbagli, è una delle migliori lezioni di vita per la costruzione della sua personalità e della sua autostima. Per quanto tu come genitore vorresti farlo vivere perennemente in una campana di vetro, tuo figlio ha bisogno di esplorare per crescere, ha bisogno di cadere e di rialzarsi, possibilmente senza che ogni volta ci sia la tua mano pronta a sollevarlo.

Il bambino deve provare sulla sua pelle qualche insuccesso se desideri che da grande raggiunga qualche successo. Fallo rischiare, sii per lui un controllore discreto, non perderlo mai di vista ma resisti alla tentazione di intervenire se lo vedi in difficoltà, se vedi che sta compiendo uno sbaglio.

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Soprattutto, non intervenire in prima persona per svolgere tu il suo lavoro, perché in questo modo non fai altro che aumentare il suo senso di dipendenza da te, riducendo la sua autostima. Se sta facendo i compiti, per esempio, e ti accorgi che ha difficoltà a svolgere un esercizio, resisti alla tentazione di svolgerlo tu, prova a spiegarglielo se vuoi, ma non ti intromettere eccessivamente.

Se a scuola prenderà un brutto voto per la sua negligenza, allora da quella lezione imparerà una lezione. D’altronde, sbagliando si impara e qual è l’età migliore per compiere i migliori errori, se non quella della gioventù?

Gli sbagli, d’altronde, fanno parte della nostra vita, soprattutto di quella adulta: non può esistere una vita che merita di essere vissuta se non si compiono errori, l’importante è sapere come affrontarli, sapere reagire a uno sbaglio e ricominciare con una migliore consapevolezza. È questa la lezione che tuo figlio deve imparare se vuoi che migliori la sua autostima e diventi indipendente.

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Impara a elogiarlo e ad ascoltarlo

Elogialo e ascoltalo. Quando fa qualcosa di giusto, quando riesce in un’impresa o anche solo quando, semplicemente, si impegna al massimo delle sue possibilità anche se non raggiunge il risultato desiderato, tu elogialo.

Se lo incoraggi, se lo sproni e lo gratifichi per quello che ha fatto, lo spingi a fare sempre di più, a impegnarsi in maniera sempre più decisa. Non dirgli solo bravo e non fare in modo che il suo impegno sia solo legato alla speranza di una ricompensa.

Spiegagli perché lo stai elogiando, dagli motivi validi per i quali hai apprezzato il suo impegno. E se in un momento ti accorgi che ha voglia di parlarti, cerca di non tergiversare mai ma trova sempre il tempo di ascoltare quello che ti vuole dire.

Tuo figlio ha bisogno di sapere che hai voglia e interesse di ascoltare i suoi pensieri, perché se si fa largo in lui l’idea che nemmeno il genitore voglia starlo a sentire, perché mai dovrebbe farlo un estraneo? Se non gli dai ascolto o se, peggio, sminuisci quello che ha da dirti, ignorandolo, crei un danno enorme alla sua autostima, che difficilmente potrà rimarginarsi col tempo.

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