8 strategie da adottare con i figli ingestibili

La vivacità non sempre è sinonimo di problematicità

Quando un genitore si trova a dover gestire la vivacità molto accentuata del proprio figlio, spesso teme che si tratti di un comportamento anormale, ma non sempre è così.

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In determinate fasi della loro vita, i bambini manifestano comportamenti particolarmente vivaci, non stanno mai fermi, mostrano una marcata incapacità ad applicarsi con costanza ad una qualsiasi attività, sono praticamente instancabili e la loro energia sembra non esaurirsi in alcun modo.
Tali comportamenti, se da un alto evidenziano una grande curiosità ed uno sconfinato desiderio di affrontare nuove esperienze, configurandosi come un aspetto decisamente positivo della personalità, dall’altro lato possono destare una certa preoccupazione nei genitori che spesso non si sentono in grado di gestire correttamente l’abnorme vivacità del figlio.

Il problema principale che, nella prima infanzia, deriva da un’incontenibile incapacità di stare fermi si manifesta a scuola, dove i bambini sono costretti a rimanere fermi e silenziosi per periodi di tempo piuttosto lunghi. I deficit dell’attenzione dipendono principalmente da un’esagerata energia degli scolari, chiamati a ragione “bambini-terremoto”; si tratta di soggetti spesso disattenti, che non sono in grado di seguire le lezioni proprio a causa di un’ingovernabile esigenza ad alzarsi dal banco per uscire dall’aula.
Tali comportamenti, nella maggior parte dei casi, si riscontrano anche in ambiente domestico, dove i bambini, stressati dalle lunghe ore di scuola (spesso con orario continuato), sentono la necessità impellente di scaricare le tensioni accumulate e non obbediscono ai genitori che li vorrebbero tranquilli e rilassati magari davanti alla televisione.

Il quesito che si pone è dunque questo: quando un’estrema vivacità diventa segnale di disagio comportamentale? Secondo numerose ricerche scientifiche, il bambino iperattivo presenta una sintomatologia specifica che si differenzia notevolmente da una semplice iperattività momentanea.
Infatti un importante fattore discriminante è rappresentato dalla durata degli atteggiamenti del bambino: se l’incontenibile energia che lo spinge ad un perpetuo movimento ha una durata limitata a qualche ora, oppure si manifesta saltuariamente, magari alternandosi a periodi di tranquillità, allora non si configura l’ipotesi di un disturbo comportamentale.
Quando, al contrario, il bambino non è in grado di controllare le sue manifestazioni per lunghi periodi di tempo e l’attenzione, la concentrazione e la capacità d’ascolto risultano costantemente alterate e deficitarie, allora si tratta quasi certamente della Sindrome da Deficit di Attenzione con Iperattività.
Tale disturbo, oltre alla vivacità, comprende molte altre manifestazioni come irrequietezza motoria, irritabilità, nervosismo, tendenza all’autolesionismo, incapacità a rimanere fermo in una stanza per un certo lasso di tempo, logorrea, scarsa concentrazione intellettiva che può provocare anche ritardi nell’apprendimento e scarso rendimento scolastico.

Se sospetti che tuo figlio manifesti comportamenti di questo tipo, è consigliabile rivolgerti ad uno specialista che potrà indicarti la strada giusta da seguire per risolvere il problema.
È assolutamente necessario che tu faccia attenzione a non confondere la vivacità, anche se molto evidente, con l’iperattività, e soprattutto che tu non assuma atteggiamenti punitivi nei confronti di tuo figlio, dato che potresti soltanto peggiorare la situazione già abbastanza problematica.

Alcune strategie da adottare con figli problematici

Bisogna tenere presente che non esistono figli realmente ingestibili, ma unicamente problematici, che, come tali, hanno bisogno dell’aiuto dei genitori.

1- Cerca di non cedere all’errata convinzione che il tuo sia un figlio veramente ingestibile

Infatti, come accennato sopra, soltanto in rari casi si può parlare di Sindrome da Deficit di Attenzione con Iperattività.
Molto probabilmente l’impulsività e la vivacità che manifesta sono causate da fattori scatenanti collegabili a problematiche scolastiche, a gelosie, a sensi d’inferiorità che soltanto tu puoi essere in grado di capire e di interpretare nella maniera più giusta.

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2- È comprensibile che tu possa perdere la pazienza davanti a comportamenti apparentemente ingestibili dato che le situazioni fuori controllo non piacciono a nessuno

Ma tieni presente che alzare la voce, arrabbiarti ed innervosirti possono unicamente mettere ancora più in crisi tuo figlio che, al contrario, avrebbe bisogno di calma, di serenità e di comprensione.
In alcuni casi, quando la situazione sembra davvero ingestibile poiché tuo figlio non presta attenzione a quanto stai dicendo, alzare il tono della voce non farà altro che destabilizzarlo ancora maggiormente, spingendolo a chiudersi in una sua dimensione d’incomunicabilità.
Pertanto cerca di mantenere la calma e di rivolgerti a lui con voce pacata, senza alzare la voce nè tanto meno urlare, in modo tale da infondergli un poco di tranquillità, contribuendo a diminuire la sua rabbia.

3- È assolutamente naturale perdere le staffe di fronte a certi atteggiamenti provocatori di tuo figlio, soprattutto dopo che, per molte volte, hai cercato di sedare la sua ingovernabilità

Ma ricorda che a violenza corrisponde altra violenza e che sculacciate e schiaffi non rappresentano mai la giusta soluzione per risolvere una situazione conflittuale con un bambino, il quale si sentirà ancora più nervoso ed irritato. La punizione fisica, oltre a mostrarsi inefficace, è molto umiliante e soprattutto inutile; infatti se tuo figlio ti obbedisce lo fa unicamente per paura e non certo perché ha capito di avere sbagliato.

4- Ricorda che, in certi momenti, le punizioni vengono vissute da tuo figlio come un’inutile violenza psicologica che non fa altro che incrementare la sua irrequietezza

Moltissime ricerche scientifiche sono concordi nell’affermare l’importanza di un “rinforzo positivo” come fattore incentivante per un mutamento di atteggiamento. Probabilmente il bambino, posto di fronte ad un genitore comprensivo anche se fermo sulle proprie posizioni, si troverò a dover riconsiderare il proprio modo di agire.
La privazione di qualcosa o di qualcuno (giocattolo preferito, programma televisivo, visita ad un amico) sono metodi diseducativi che, anche se sul momento possono sembrare utili in quanto probabilmente tuo figlio, spaventato davanti alla prospettiva di tale punizione si metterà buono, nel lungo periodo innescheranno una ribellione da parte sua.

5- L’approccio più efficace per gestire la rabbia e l’esagerata vivacità di un bambino è rappresentato nel rinforzare i suoi comportamenti positivi mediante un premio

Cerca di mettere in atto tale strategia per aprire un varco nella mente di tuo figlio: se infatti si renderà conto che, comportandosi bene riceverà un premio, il desiderio di venire premiato lo stimolerà ad abbandonare quei modo d’agire che lui per primo riconosce come sbagliato. Il collegamento psicologico “azione-reazione” assumerà pertanto il significato di una norma comportamentale.

6- Per aiutare efficacemente tuo figlio a migliorarsi cerca di ritagliarti dei momenti da dedicare soltanto a lui

Potrai così instaurare un dialogo affettuoso e confidenziale tramite cui sarai in grado di insegnargli anche a comportarsi bene eliminando certi atteggiamenti ribelli e rabbiosi.
Se approfitti dei suoi periodi di calma, quando è ben disposto all’ascolto, riuscirai a gestire al meglio la sua irrequietezza e lo farai sentire importante per te proprio perché sarà l’interlocutore di un discorso dedicato esclusivamente a lui ed alle sue esigenze: in tal modo si sentirà protagonista della tua attenzione e si mostrerà tranquillo e soddisfatto.

7- Un presupposto fondamentale per farti rispettare è rappresentato dal fatto che tu riesca ad essere sempre coerente

Se stabilisci una regola cerca di farla rispettare senza cambiare idea soltanto perché in quel momento non hai voglia di impegnarti. Di fronte ai capricci è molto facile lasciare perdere ed accontentare tuo figlio pur di farlo tacere, interrompendo le sue eventuali lamentele.
I bambini riescono a diventare veramente snervanti; ma la coerenza, la fermezza e la serenità sono dei fattori estremamente utili affinché il bambino si convinca a comportarsi nella maniera giusta. Far rispettare certe regole può diventare un’impresa estenuante, ma ricorda che, per maturare, tuo figlio ha bisogno di qualche “no”, che diventa un punto fermo a cui fare riferimento.
Dovrai essere autorevole, anche se non autoritario, per poter gestire anche gli aspetti caratteriali più impegnativi di tuo figlio.

8- Cerca infine di essere chiaro e comprensibile nel momento in cui rimproveri il bambino riguardo a certi suoi comportamenti sbagliati

Se imponi delle regole, queste devono essere adeguate al contesto ed all’età di tuo figlio; se sono impossibili da realizzare, l’unico risultato che ottieni è quello di disorientarlo inutilmente.
È molto importante che ogni regola abbia una sua ben definita motivazione educativa facilmente comprensibile per tuo figlio che, in caso contrario, la vivrebbe come un’inutile e crudele imposizione.

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